Rosamunda, ma non solo

Fonte: Alessandra MainiMichele F. mi ha raccontato nei giorni scorsi che ai tempi delle nostre elementari (ma lui non era in classe con me) a Nervia di Ventimiglia (IM) ogni tanto, soprattutto dopo la mensa (alla quale io non mi fermavo), saliva al primo piano a recare scompiglio nel collegio, soprattutto buttando all'aria letti appena fatti, con disperazione delle suore dai larghi cappelli. In effetti, il particolare dei copricapi l'ha rimarcato Franco V., che per caso era presente alla nostra conversazione: lui un anno in quell'istituto l'aveva pur trascorso. Mi sono, allora, venute in mente due cose. Che ho avuto dei compagni di classe che soggiornavano in quel collegio. E che all'epoca era un uso abbastanza diffuso, nonostante le condizioni materiali in genere non buone, mandare figli in collegio.
Una strana sorte, poi, quella della palazzina in questione: da collegio femminile a clinica, a scuola pubblica con soprastante già mentovato collegio, ad ospedale, a semplice presidio sanitario.

Bruno B., presente anche lui a quel valzer di ricordi, mi aveva appena fornito (l'avevo previamente pregato di investigare un po'!) l'informazione che mi mancava in proposito di una casa d'angolo di levante all'inizio della provinciale di Val Nervia. Ai tempi, di cui volevo sapere io, era ancora un appartamento privato. Vi si riunivano quattro amici a fare musica. D'estate di sicuro. A fineste e porte aperte si sentiva tutto quel liscio. Lo ascoltavano in tanti. Un po' dopo appresi che uno di quei musicanti, forse proprio un mio vicino di casa, addetto alla fisarmonica, veniva soprannominato, dal titolo di una nota, vecchia canzone, Rosamunda. Era ironia o invidia? Bruno B. mi ha aggiunto che, in effetti, la famiglia di quegli inquilini, era di persone impegnate in orchestrine. Qualcuno ancora attivo in quel campo, se non ora, certo di recente. Di loro mi ero proprio scordato. E per combinazione qualche sera fa rivedendo in televisione un documentario sulla seconda guerra mondiale andavo a riascoltare Rosamunda messa come accompagnamento alle immagini che sottolineavano momenti della tenacia di resistenza e della voglia di vivere di tanti inglesi nel periodo dei più duri bombardamenti aerei tedeschi.

Mi sto attardando sugli ultimi anni 1950. Al mare, data la nostra età, si andava ancora accompagnati dai grandi, più spesso in sponda sinistra del torrente Nervia, dunque, in territorio di Camporosso. In merito le storie più singolari mi appaiono forse quelle successive. Da raccontare, a mio parere.

Michele B., invece, mi ha più volte rammentato tanti nomi - che avevo dimenticato - di persone di quella zona, ad esempio quello di un signore che compare nella soprastante fotografia in occasione del passaggio di carri in procinto di partecipare ad una ormai lontana edizione della Battaglia di Fiori di Ventimiglia.
Quella Nervia mi fa, invero, tornare in mente tanti aneddoti, vuoi che quegli anni dal 1956 al 1971, nei quali ho abitato con la mia famiglia colà, abbiano visto tanti cambiamenti di costume, come si suol dire, e di civiltà materiale, vuoi che in quella zona, in effetti un crocevia per la Val Nervia ed altre parti, si registrarono tanti piccoli accadimenti, di cui mi preme sottolineare solo quelli più simpatici, vuoi che mi capita ora di riparlare di continuo di cose di Nervia con chi ha fatto più o meno le mie stesse esperienze o con chi, come Bruno B., vi dimora adesso, al punto che mi riprometto di ritornare presto su temi connessi. Mi urgono prima di tutto altri ricordi legati al citato angolo di levante di quell'incrocio, ma non è detto che saranno i primi che andrò ad affrontare.

L'arrivo della luce elettrica a Pigna (IM)


Mia nonna Petronilla Ferrero, classe 1886, mi raccontava: “Ricordo che la Chiesa era piena, era la sera della Messa del Natale del 1901, tutti erano in attesa della luce, erano giorni che se ne parlava in paese, mia madre mi diceva che era una di quelle diavolerie dei tempi di oggi, ma noi giovani, avevo 15 anni, eravamo affascinati dall’idea di vedere la nostra Chiesa illuminata. La via di accesso era illuminata alla belle e meglio, cuori di larice (tea) ardevano e segnavano il tragitto tutt’intorno alla Chiesa e la maggioranza della gente si spostava con la lanterna ad olio. Quando avvenne l’accensione vi fu una ovazione unica, profonda, non ci si poteva credere, altro che diavoleria, era la nostra Chiesa che avvolta nel buio si rivelava alla luce elettrica più bella che mai”.
Pigna si dota della luce elettrica molto presto: Marcello Grillo (Marcé) aveva sposato la figlia del prefetto di Cuneo, che aveva portato in dote 300.000 lire. Marcello investì quei soldi nella costruzione della prima centrale elettrica di Pigna: una delle prime in Liguria. Siamo nel 1901.
La centrale era adiacente al torrente, in corrispondenza della casa di Minico U Cioca al bivio di Gouta. Nel 1925, a causa di un ingrossamento del Nervia e di una frana, che aveva portato via il canale d'acqua che alimentava la turbina, la centrale venne spostata più a monte, dove si trovava già la segheria ed un frantoio di Giacomo Manesero.
In un primo tempo Marcello aveva previsto di fornire energia elettrica, oltre che a Pigna, anche a Isolabona ed a Apricale. Tuttavia, nel 1927, Marcello, che aveva due figli impiegati in altre attività e che non avevano intenzione di rilevare la Centrale, la vende per 60.000 lire a Giacomo Manesero. Il frantoio ed i suoi macchinari vengono trasferiti a Lago Pigo, nel frantoio dei Manesero (Antonio). [dalla testimonianza di Giulio Manesero del 2002]
Nel 1901,  mese di ottobre, Festa di S. Tiberio, la prima comparsa in casa del Sig. Marcello Grillo in Corso de Sonnaz della luce elettrica. Dicembre 1901: festa solenne di Natale. Alla messa di mezzanotte al Gloria compare per la prima volta la luce elettrica in chiesa e nei principali posti del paese. 1902, gennaio: collaudo con l’intervento del Sottoprefetto di Piero Gagliardi, con altri personaggi del Consiglio di questo Comune in casa di Antonio Toesca.
[dal diario di Lodovico Rebaudo, mio nonno]
A Buggio [Frazione di Pigna (IM)] la centrale elettrica venne installata nel 1928. Un pilone è ancora visibile. Un farmacista, Giovanni Pastor, il finanziatore di questa centrale.
di Roberto Trutalli, Sindaco di Pigna (IM)

Castellaro (IM), Liguria, Italy - Oratorio di Nostra Signora dell’Assunta

"Il mare è grande e tanti sono i passaggi che consentono alle piccole barche dei pescatori di uscire dalla zona controllata... tmblr.co/Z6f3Ey2kINsgn

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